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Cosa visitare

Ultima modifica 20 aprile 2018

La Chiesa parrocchiale dell' Assunta
È stata edificata tra il 1750 e il 1779 su progetto degli architetti Pedrotta e Del Carretto. L'edificio riprende lo schema esagonale con cappelle ovali compenetranti disposte secondo le diagonali. La facciata, sobria pur nell' andamento modulato e mosso tipico dello stile barocco, è in mattoni a vista, come le migliori creazioni del barocco piemontese. Il portale è inserito in un disegno comprendente due false colonne, pure in mattoni, e un architrave a emicido sporgente. Sul lato di sinistra svetta il campanile, intonacato in giallo, con cuspide a bulbo. L'interno, maestoso e raccolto al tempo stesso, è a pianta grosso modo esagonale, con gli angoli smussati, aperti in cappelle, tanto da dare al fedele l'idea della circolarità. In effetti la parrocchiale di Bubbio è l'unica tra le chiese della valle a non insistere sull' asse orizzontale, ma a far perno con tutta la pianta sul punto centrale. È a una sola navata, tanto larga quanto lunga, con cinque esedre occupate da altrettanti altari. Altri due altari si trovano a destra e a sinistra dell'altare maggiore. Quello di sinistra è dedicato alla Madonna Assunta, patrona della parrocchia dal 1779, con una bella tela probabilmente del Gorzio. Gli altri altari sono dedicati a San Giuseppe da Copertino, San Giuseppe morente (a sinistra), alla Madonna di Pompei, alle Anime del Purgatorio (a destra). Due bei pulpiti lignei serviti un tempo per dispute teologiche e sermOni al popolo, si appoggiano a due piloni, all'incirca a metàdella chiesa. Ai lati dell'altare si trovano due matronei e nell'abside di fondo pregevoli affreschi di L. Morgari di Asti, rappresentanti la Tentazione di Gesù e Gesùsul Monte degli Ulivi. Il fonte battesimale, scolpito in legno, è posto in una nicchia separata, sulla parete destra della chiesa. Monumentale è l'organo di forme barocche, di cui è stata completata all' epoca solo la facciata a vista.

 

Il Castello
Dell' antico maniero duecentesco - che seguì gli stessi passaggi di proprietà del feudo - oggi non rimane praticamente nulla. Con la presa del potere degli Spagnoli, nel 1639, subì gravi e irreparabili danni. Dalla distruzione si salvò soltanto l'antica torre che dal lato di ponente difendeva il paese come sentinella avanzata. I ruderi passarono poi in proprietà alla marchesa Maria Eleonora Cacherano Crivelli Scarampi Provano, la quale lo alienava, tra il 1783 e il 1787, al signore di Bubbio Annibale Galvagno, esponente dell'illustre famiglia che fin dal 1766 aveva acquisito, con regia patente di infeudazione, la quarta parte del feudo per la somma di 6200 lire. La parte abitativa venne ricostruita in stile neomedioevale nel XIX secolo e si presenta oggi come una elegante, signorile dimora, con ampie sale affrescate, locali di rappresentanza e un bel parco posto sopra uno sperone di roccia a strapiombo sul fiume. Di proprietà privata, il castello viene aperto ogni anno in occasione della festa del Polentone, la prima domenica dopo Pasqua, per la partenza della sfilata storica.

 

Confraternita dei Battuti
Edificio storico che è stato oggetto di ristrutturato interna ed esterna con facciata barocca e portale settecentesco in legno intagliato. A fianco, un antico locale con volte a botte viene adibito a cantina pubblica in occasione di fiere e manifestazioni.

 

 

 

 

 

Casa Sizia
È stata costruita nel secolo scorso, tutta in pietra viva e mattoni con elegante portale sovrastato da un artistico portichetto ornato da un putto in terracotta.
Un bell'esempio di stile eclettico, che si aggiunge a quelli rappresentati da alcune chiesette e cappelle campestri sparse sulle colline.